Respira.

Respira.

Viviamo in un mondo velocissimo. Possiamo condividere le informazioni in pochi secondi con tutto il mondo.

Costantemente interconnessi affoghiamo in un mare di immagini che non riusciamo nemmeno a guardare tutte.

Adoro questo secolo e il suo abbattere le distanze di comunicazione.

Però… ogni tanto mi fermo e penso ad una semplice parola “respira“.

Respira.

Perché anche se la vita rimane troppo breve l’importante è sempre come la si vive.

Non mi basterà mai fotografare, incontrare nuove persone e vedere nuovi luoghi ma questo non vuol dire che fotografo come se fossi una catena di montaggio dove non hai nemmeno il tempo di apprezzare il risultato finito e appunto respirare.

Oggi viviamo in un fast food perenne della fotografia ma possiamo noi scegliere come vivere.

Guardo una foto scattata qualche anno fa a Tokyo, di sera, nella zona dei templi. Seduto in un dehor un impiegato mostra lo schermo di una compatta a una ragazza vestita con abiti tradizionali; hanno finito di cenare e si sono bevuti una birra. Appena fuori un’altra ragazza chiacchiera con un garzone e all’interno della locanda un’anziano è seduto con un amico di cui vediamo solo la mano e la birra vuota a metà. In alto il cielo sta superando l’ora blu e inizia a scurirsi per fare posto alla notte.

RESPIRA.

fotografo professionista torinese, adora viaggiare, il sushi, la Guinness e la musica rock.